The end of the line, Rupert Murray – 2009

Nel 2048 non ci saranno più pesci, ma soltanto fango e vermi e ciò provocherà il surriscaldamento del globo, così l’uomo non avrà soltanto di che mangiare, ma anche di che respirare. La colpa è di una pesca selvaggia, operata in gran parte del mondo da più di vent’anni e che ha fatto razzia di molte specie.
È questo lo scenario più probabile se i ritmi e i tempi della pesca continueranno con gli stessi parametri di oggi. Molte infatti le specie a rischio di estinzione, come il tonno rosso che a causa della domanda sempre maggiore di sushi ha poche possibilità di sopravvivenza.

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